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Tutti i nodi di Palazzo Italia

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Tutti i nodi di Palazzo Italia

Milano Il commissario unico di Expo Giuseppe Sala chiarisce la situazione del Padiglione Italia, a meno di un mese dall’apertura dell’evento universale. C’è ottimismo sul fatto che tutto possa – più o meno – essere pronto: «Le parti importanti per il pubblico, le aree espositive, saranno subito visibili», ha detto ieri. Però non si nascondono neppure le criticità, sia nel Palazzo Italia che nel Cardo, cioè la strada maestra dove sono dislocati i padiglioni minori, sempre all’interno dell’area del Padiglione Italia: «Per quanto riguarda il Palazzo Italia, potrebbe mancare qualcosa nei piani superiori, ma non è rivelante, si tratta di zone per gli uffici, mentre la mostra di Balich sarà completamente visibile – spiega il commissario – Ci sarà il ristorante, mentre è a rischio l’Auditorium». Per quanto riguarda il Cardo invece le criticità riguardano «la parte a Sud, che sarà visibile sin dal primo maggio, anche se non tutto sarà terminato».

Secondo il commissario si cercherà di arrivare nei tempi giusti con le aree espositive, sacrificando gli spazi non ritenuti indispensabili. Anche alcune parti decorative verranno ridotte rispetto al piano iniziale: le rifiniture interne del Palazzo Italia arriveranno solo al primo piano, e non fino al terzo come progettato dagli architetti.

Il calendario a Palazzo Chigi

In una nota riservata inviata al governo, sono state fissate le tappe delle aperture degli spazi del Padiglione Italia. Per quanto riguarda il Palazzo si ribadisce la volontà di consegnare gli spazi per il pubblico entro il 30 aprile. Resteranno esclusi o l’Auditorium, che dovrebbe essere consegnato a metà maggio, o gli uffici di Expo, che dovrebbero essere consegnati a fine maggio. Critica la posa della statua di Vanessa Beecroft, al centro della piazza, per al quale non è stata ancora prevista una data; così come critico è il completamento del ristorante Peck al 4° piano (anche se per ora è confermato).

Per quanto riguarda il Cardo: l’obiettivo è di fare il più possibile per il 30 aprile. Le criticità sono: il padiglione della Regione Lombardia e la mostra del Cibo dei desideri di Confindustria. Sarà ritardata a metà maggio l’apertura di Women for Expo e al 30 maggio le sale riunioni della società Expo al Cardo Nord Ovest. Prevista l’apertura in modalità “semplificata” del Lounge del Ministero dell’Agricoltura.

Infine, per quanto riguarda la scultura dell’Albero della vita, si parla di una struttura edile quasi completata, allestimenti scenotecnici in fase di realizzazione, con un possibile avvio degli effetti speciali in misura ridotta nei primi giorni.

Gli extracosti

Con una riunione di 10 ore tra i team legali di Expo e Italiana Costruzioni, impresa capofila della cordata che lavora al Padiglione Italia, è stato raggiunto un accordo sugli extra costi legati all’appalto. Anco ra non è chiara la cifra; sicuramente, dice Sala, non si potrà superare la base d’asta di 93 milioni complessivi disponibili per la stazione appaltante. Una parte della somma concordata – il cui totale non è stato ancora rivelato -, pari al 20%, sarà legata alla consegna totale della struttura entro il 30 aprile. Complessivamente ci sono 4 procedimenti aperti con le imprese sugli extracosti: con Mantovani, Maltauro, Cmc e, appunto, Italiana Costruzioni.

Intanto nei prossimi giorni verrà aperto un tavolo anche con i progettisti del Palazzo Italia, che porta la firma dello studio romano Nemesi. Il problema contrattuale è che ancora gli architetti non sono stati regolarizzati; il secondo, quello artistico, è che il progetto sarebbe stato «snaturato senza tutelare il diritto d’autore», dicono. La trattativa è in corso.

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